Sai dove si nasconde il tuo utero? Se si trova in una posizione ottimale? Se ha spazio a sufficienza per respirare e per muoversi?

Facciamoci un giro insieme nel piccolo bacino per vederci meglio!

L’utero non è da solo, vive in con i suoi coinquilini, organi addominali.

In un corpo ideale, l’utero va d’accordo con la vescica, sta in posizione anteversa, leggermente chino su di lei per poterle sussurare parole dolce all’orecchio. Intrattiene relazioni cordiali ma distanti con il retto che si trova dietro di lui.

In questo corpo ideale, ognuno ha spazio a sufficienza per muoversi. Eh sì, i nostri organi non sono inanimati e immobili sul fondo della nostra cavità addominale. Sono mobili e l’utero non è un’eccezione alla regola! E non è neanche sorprendente quando si conosce il suo funzionamento.

Questo organo meraviglioso capace di dare la vita vede ogni mese il suo volume aumentare man mano che l’endometrio si ispessisce per poi diminuire di nuovo con le mestruazioni.

La cavità addominale e il bacino della donna sono del tutto adatti perché l’utero abbia lo spazio necessario per vivere a suo agio, sostenuto da vari legamenti.

In un corpo normale, la coabitazione nel piccolo bacino però non è sempre facile.
Molte donne hanno un utero retroverso. Sento e leggo troppo spesso molte di loro parlare di questo utero retroverso come se fosse una fatalità, dovuta ad un fattore ereditario o per colpa della sfortuna, come se fosse così e basta, come se non fosse proprio un problema.

Il corpo umano è stato progettato in un modo incredibilmente intelligente. Ogni organo, ogni parte ha un ruolo fisiologico da recitare. Se un granello di sabbia si inserisce nel meccanismo, è l’equilibrio dell’organismo intero che ne risente.
Un utero retroverso è un granello di sabbia, che può peraltro rivelarsi molto fastidioso.

A nessuno piace camminare con un sassolino nella scarpa, giusto?
Quando ci accorgiamo della sua presenza, inizialmente pensiamo che non fa niente, pizzica ma ci si può camminare ugualmente. Dopo qualche minuto però, la sua presenza diventa veramente fastidiosa, dolorosa anzi. E allora ci fermiamo, togliamo la scarpa e la scuotiamo finché non vediamo questo sassolino cadere al suolo. Ci rimettiamo la scarpa, con un sorriso di soddisfazione sulle labbra e ripartiamo con il cuore leggero.

E se ti dicessi che si può fare così anche con un utero retroverso?

Come puoi vederlo, esistono vari gradi di retroversione. Un utero retroverso è un utero che oltrepassa un po’, o addirittura molto, i limiti e invade lo spazio personale del retto.
Ti lascio immaginare gli effetti… Al contrario, se il colon e il retto sono in sofferenza e in stato infiammatorio, in caso di stitichezza cronica per esempio, hanno un impatto negativo sul funzionamento dell’utero.

Per altro, con una posizione retroversa, lo spazio di cui dispongono le ovaie e le tube è anche esso ridotto, siccome sono compressi contro il retto.

Questo stato di congestion addominale crea una difficoltà di circolazione dei diversi sistemi di fluidi di cui il nostro corpo è composto, che sia il sangue, la linfa o l’energia. Con una circolazione ridotta, i diversi organi ricevono meno nutrienti ed ossigeno e l’evacuazione delle tossine è rallentata.

Ritroviamo queste problematiche anche quando l’utero è retroflesso. Quando è anteflesso, invade completamente il territorio della vescica, opprimendola con il suo peso. Ciò può causare problemi di incontinenza urinaria, cistiti, dolori alla minzione, ecc.

Oltre i danni causati ai suoi coinquilini, un utero che non è nella sua posizione ottimale subisce disagi per il proprio funzionamento. Mestruazioni dolorose e/o irregolari, dolori durante i rapporti, problemi di fertilità, ecc.

Tutto ciò, per colpa di un sassolino rimasto troppo a lungo in una scarpa.

Un utero retroverso è un utero in difficoltà che non chiede altro che ritrovare la sua posizione ottimale. Come sarà arrivato a questo punto? Le spiegazioni sono diverse e varie.

Una caduta nell’infanzia può aver deviato il coccige o danneggiato il sacro. Stirati da un lato o dall’altro, i legamenti si indeboliscono e non recitano la loro parte nel modo giusto. Dopo un intervento chirurgico, aderenze e tessuto cicatriziale possono formarsi, limitando la mobilità dell’utero ed imprigionandolo in una posizione scomoda. La postura che adottiamo ogni giorno, il tipo di attività fisica che scegliamo di praticare, gli effetti del nostro stile di vita sul nostro corpo sono reali.

La buona notixia è che ci sono rimedi per ristabilire la circolazione nel piccolo bacino per aiutare l’utero a ritrovare la sua posizione ottimale!

Puoi sperimentare i trattamenti addominali Arvigo®, che derivano da una pratica antica della cultura Maya di massaggio non invasivo ed esterno della zona dell’addome e del sacro.

La spazzolatura a secco può anche permettere di riattivare la circolazione linfatica e rendere l’evacuazione delle tossine più fluida. La pratica di un’attività fisica adatta può contribuire ad una circolazione globale ed una postura migliori. Cerca di privilegiare attività dolci e che permettono al tuo corpo di ritrovare la sua flessibilità, soprattutto durante le mestruazioni. E’ un periodo in cui l’utero pesa più del solito ed un’attività fisica troppo sostenuta può indebolire i legamenti che lo sostengono.

Come sta il tuo utero? Secondo te, c’è un sassolino nella sua scarpa?